A Roma l'”Osteria dell’Ingegno” compie 25 anni con una cucina che celebra il made in Italy

Un menu che propone la tradizione italiana regione per regione, una brigata di cucina tutta al femminile, un dirimpettaio unico al mondo quale è il colonnato del tempio di Adriano a Piazza di Pietra a Roma. Siamo all’ “Osteria dell’Ingegno” di Giacomo Nitti, un locale sulla breccia da 25 anni nato inizialmente come vineria incentrata sul beverage e sulla convivialità, e maturato negli anni con una maggiore attenzione sul servizio in sala e la consapevolezza di chi ha saputo fare la differenza nella ristorazione del centro storico della capitale, anche grazie a delle scelte vincenti.

Giacomo Nitti, che inizialmente oltre a essere uno dei soci fondatori vestiva anche i panni del cuoco, in primis ha formato una squadra ben affiatata che lavora con attenzione e passione. In cucina Francesca, Anna e Lucia, rispettivamente mamma, figlia e zia, che dopo diverse esperienze lavorative in Abruzzo, loro terra di origine, hanno sposato il progetto di “Osteria dell’Ingegno”; poi ci sono  Sabrina e Cristina che seguono con attenzione la sala con Marco, memoria storica di questa osteria. Infine, una preziosa new entry, il sommelier e grande conoscitore dell’enologia italiana Paolo Latini, che, dopo dieci anni da “Gusto”, altri all’Enoteca Provinciale  in via Condotti e un triennio all'”Osteria degli Amici” a Trastevere, è diventato la punta di diamante del servizio affascinando la clientela con le sue competenze e la sua disponibilità nel proporre e raccontare cosa si è deciso di bere. Un sommelier che ha composto una carta dei vini che parla solo italiano con 300 etichette e con una forte presenza laziale, senza snobbare il mondo del naturale del biologico (in mescita ci sono almeno 25 referenze che ogni quindici giorni si alternano sulla lavagna).

Altra scelta interessante, vista anche la clientela straniera e la continua curiosità dei romani, è aver creato un menu che è la celebrazione stagionale del Bel Paese con piatti che omaggiano la nostra Italia, usando prodotti locali e di qualità, piatti che sorprendendo il cliente con la semplicità della tavola tradizionale e che vengono realizzati seguendo le regole giornaliere del mercato.

Troviamo così il pescato laziale e i frutti di un’attenta selezione di produttori del territorio come, ad esempio, quelli della macelleria romana Feroci, l’olio dell’azienda La Massedale di Magliano in Toscana, la pasta artigianale del pastificio laziale Lagano, le primizie di Orme e i prodotti della Coldiretti.

Ed è seguendo questi principi che ogni martedì e venerdì da “Osteria dell’Ingegno” si trova il cous cous di pesce, il cacciucco e baccalà, mentre il giovedì gli gnocchi ed il fegato, e la domenica all’Osteria sembrerà di essere a casa con ravioli fatti in casa, lasagne, abbacchio, primi della tradizione romana, arrosti, pollo alla diavola, e un robusto quinto quarto. Tutti i giorni in cucina si fa la pasta fresca, con farine e uova bio, nei formati e condimenti che raccontano un po’ tutte le regioni: dalla busiata siciliana con ragù di scorfano rosso alle orecchiette pugliesi con totani cicoria e lenticchie, dai tortelli emiliani di erbette agli gnudi maremmani con burro e ortiche fino alle sagne molisane col sugo di castrato o con con lenticchie totani olive e cicoria.

E poi in menu troviamo, sempre tra i primi,  i Pici integrali allo scarpariello con datterini gialli grana e pecorino, lo Spaghettone ajo ojo peperoncino pomodori secchi e cramble salato, le Pappardelle tirate a mano al sugo di coda alla vaccinara, i Chitarrini di casa con battuto di agnello zucchine trifolate maggiorana, la pasta del giorno con il pesce del mercato e la Mesciua di legumi e muscoli al vapore alla spezzina. Per la romanità basta chiedere, vi verranno proposte Amatriciana, Cacio e Oepe e Carbonara della tradizione.

Facendo un passo indietro, tra gli antipasti troviamo alcune proposte molto sfiziose, come le Melanzane a beccafico con caciocavallo uvetta pinoli, lo Gnocco fritto con pancetta piacentina dolce e squaquerone, le Polpettine di trippa e fonduta di pecorino, il Baccalà in saor alla veneziana.

Tra i vari secondi spicccano piatti come la Padellaccia di maiale al coccio con mele salvia e alloro, il Petto d’Anatra scottato sulla pelle pera caramellata e salsa ai frutti rossi, l’ Ossobuco di vitello al forno con patate schiacciate al prezzemolo, il pesce fresco dal mercato cotto arrosto, al cartoccio, al tegame, o a seconda della fantasia delle cuoche.

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Home made anche una focaccia e un lievitato integrale, che accompagnano nel cestino del pane quello dello storico forno Renella, e la linea dei dolci e di tutta la pasticceria che nell’arco del  pomeriggio la troviamo anche ad accompagnatre una ricca selezione di tè e tisane. Molto buoni il Tiramisù di nonna Pinuccia servito in una capiente tazza da caffè  e il Minimisù (un assaggio di tiramisù), speziati laTarte Tatin di mele con gelato alla cannella e lo  Strudel di mele e zenzero con mandorle e frutti di bosco, interessanti il  Pasticciotto di ricotta e gelatina di melograno, il Bonbon di cioccolato bianco e tartare di kaki  e la Moretta tiepida e gelato al latte di mandorle, al sapore di semplicità i Biscottini misti di mamma Francesca accompagnati con un calicetto di Cannellino dei Castelli romani.

Per l’ora dell’aperitivo, quando il colonnato del tempio di Adriano si tinge di rosso e la piazza si fa ancora più affascinante, vengono servite delle piccole focaccine salate farcite con sugo all’amatriciana, polpettine di trippa, baccalà mantecato, cicoria ripassata e crema di fave, oltre alle croccanti frappe salate cacio e pepe che sono un segreto della chef Francesca.

Il locale, che si snoda su due piani con quello superiore che affaccia sul sottostante, è colorato e arredato in uno stile personale e contemporaneo gradevole e non eccessivo, valorizzato da diversi pezzi unici di design, come le lampade, i quadri e i tavoli che si trovano all’ingresso disegnati dall’artista piacentina Franca Vit, che con le sue opere  ha dato personalità l’osteria attribuendole il carattere e l’unicità che da 25 anni la contraddistingue.

Qualche info:

Osteria dell’Ingegno
Piazza di Pietra 45, Roma
Tel. 06 6780662
osteriadellingegno@yahoo.it

Aperto tutti i giorni dalle 12.00 alle 24.00

chiuso 24 e 25 dicembre e dal 10 al 20 agosto

 

 

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