Dalle carni pregiate alla carbonara, al Ristorante Sant’Elena tutto finisce sulla griglia! A due passi da Castel Sant’Angelo e Piazza Navona, nell’antico Rione Ponte, si da nuovo corso a questa insegna storica con una cucina per certi versi ancestrale ma per altri rinnovata, con una filosofia culinaria che porta con sé il gusto degli ingredienti stagionali. Qui la vera protagonista è sempre la brace a vista dove finiscono le carni pregiate della Macelleria Feroci, oltre a verdure, qualche proposta di pesce, e una vera novità, i particolari “ravioli alla carbonara” finiti di cuocere sulla brace, una ricetta, o meglio una vera specialità, dell’Executive Chef Roberto Vaccino.









Sono il proprietario Luigi Coppola, suo figlio Giacomo, insieme al General Manager Cristiano Costa, a ricevere gli ospiti in ambienti dall’atmosfera unica, all’interno della grande armeria quattrocentesca di Palazzo Taverna, dove la nota di colore alle pareti è data da un esposizione di quadri che ciclicamente viene rinnovata da un nuovo artista, mentre l’acustica permette di intrattenere i clienti durante il fine settimana con musica swing e jazz dal vivo.
Al Ristorante Sant’Elena l’intento è quello di ricercare la qualità con una rielaborazione della cucina mediterranea, mantenendo ben salde le colonne portanti della tradizione rivisitata con quelle delle varie realtà europee, orientali e sudamericane.

Sul grande braciere, realizzato appositamente da un artigiano abruzzese, sfrigolano le carni di alta qualità della Macelleria Feroci, tra cui la rubia Gallega la cui costata, oltre alla particolare marezzatura interna, ha anche un contorno di grasso dallo strato fibroso più duro e di colore giallo; l’Angus Iberico di Miguel Vergara, distintivo che designa gli esemplari di questa razza con qualità gastronomiche superiori, differenziandosi per il loro sapore intenso, il loro alto grado di infiltrazione, la loro grande succosità e tenerezza all’assaggio; la Phenomena 10 + che con la sua incredibile marezzatura raggiunge e supera una marezzatura 10 della Scala internazionale BMS (Beef Marbling Score), utilizzata anche per la classificazione del grado interno di infiltrazione del grasso anche per la carne più famosa al mondo: il Wagyu e la Vaca Granda che, con una marezzatura interna superiore al 3+, appare di un colore rosso rubino, con il grasso ambrato tipico dell’alimentazione a fibra lunga. E poi Chianina, Danese e Balck Angus tra le varie proposte dove spiccano anche Picanha e Pluma con salsa di midollo. Per i più tradizionali la scelta può ricadere su un filetto, una tagliata o dell’agnello.







Ma le griglie non sono destinate solo alle carni. Nascono così piatti che stuzzicano la curiosità, dalla preparazione all’assaggio come i ravioli alla Carbonara alla brace, i Gustosi filetti mignon con Aragostelle e burro di Insigny D.o.p, il Carciofo secondo la tradizione romana ma ripassato sulla griglia (servito con pane tostato, olio evo e scaglie di parmigiano reggiano 36 mesi), e infine le Polpette dove lo chef del Sant’Elena ha voluto riprendere l’impasto delle empanadas argentine miste a carne italiana, accompagnate poi da salsa messicana piccante, dalla cacio e pepe e dalla carbonara.








Per quanto riguarda ai sapori del mare, il Sant’ Elena offre piatti della tradizione mediterranea come le gustose Fettuccine fatte a mano allo Scoglio, al sugo di polpo ed altre creazioni abbinate alla continua evoluzione della stagionalità. Sempre in fatto di pasta, gli altri primi puntano sulla tradizione romana con Carbonara ( nella versione con spaghetti e non sulla brace), Cacio e pepe e Amatriciana, Norcina e Boscaiola con fettuccine fatte a mano.



Tornando indietro sul menu troviamo antipasti come l’ottimo Tataki di filetto, il Carpaccio, il Filettone di baccalà e la Catalana di polpo, tutti accompagnati da elementi dettati dall’esperienza dello chef, come tutte le altre proposte di questo menu che fanno parte di una cucina che si affaccia sul mondo senza dimenticare mai casa.



I dolci home made del Sant’Elena spaziano dal tiramisù ai sorbetti di stagione, dalle crostate al brownies. Particolarmente interessante il Cocktail Bar alla fine della sala che, con più di 20 tipi di gin, vodka, rum, tequila e whisky, permette un degno accompagnamento anche ai creativi aperitivi che ogni giorno la cucina propone.
Qualche info:
Ristorante Sant’Elena
Via di Panico, 83 Roma
+39 3519092324