Fornace Stella pizza e cucina di quartiere dove le pizze hanno “la firma” di Giancarlo Casa

Un locale semplice, ironico e giocoso, ma con il suo stile del tutto personale firmato Laurenzi Consulting con Studio di architettura Strato, ha da poco aperto le sue porte nella capitale a Piazza Lecce, a due passi dalla più famosa piazza Bologna. E’ Fornace Stella, una pizzeria con cucina in grado di accontentare tutti i palati, dai più giovani ai più ellenati. Una pizzeria di quartiere voluta da due colleghi, amici e oggi soci,quali sono Enrico Mercatili e Roberto Priora che, dopo un trascorso nell’imprenditoria, hanno deciso di creare un luogo per un pubblico che ama divertirsi e andare spesso a cena fuori senza però dimenticare la qualità, il buon servizio e il buon bere che qui è diverso dal solito. Infatti, Enrico e Roberto, hanno studiato una carta dei vini inaspettata per un locale del genere, dando risalto a vini biologici e organici con una selezione che sposa in modo coerente sia le proposte di pizza che di cucina (ovviamente c’è anche una scelta di birre artigianali in bottiglia e alla spina).

Il grande protagonista, un bel forno per le pizze all’ingresso del locale che arriva a 480°, se la batte con una cucina sottostante di  una settantina di mq. Dal primo arrivano le pizze  pensate dal Mastro Pizzaiolo Giancarlo Casa (qui sotto al centro della foto) e, dalla seconda, proposte confortevoli, semplici, dirette, ma non banali.

Tra poster art alle pareti di mattoni, quattro sale più o meno grandi una diversa dall’altra e un divertente biliardino, vengono servite pizze leggere e digeribili che conciliano la croccantezza della pizza romana con la scioglievolezza e la morbidezza della pizza napoletana, per  una pizza dal cornicione medio e base sottile che non scontenta nessuno, anche se a modo suo diversa. Giancarlo Casa ha nesso a punto un impasto con farine bianche e in piccola percentuale di integrali, olio, sale, acqua, e una quantità minima di lievito di birra, che unito a una lievitazione naturale, sia a temperatura ambiente che a temperatura controllata, parte dalle 48 ore per arrivare al giusto punto di maturazione e a un’idratazione al 62%.

Accanto alle varianti classiche e gastronomiche, sempre utilizzando pomodoro e fior di latte di provenienza campana, ci sono le speciali che seguono la stagionalità dei prodotti.

Dal forno arrivano proposte  interessanti come la Roma, con fior di latte, pesto di rughetta e ricotta, la Calabrese, con provola affumicata, patate e ‘nduja, il Calzone Napoletano, con provola affumicata, prosciutto cotto e salame piccante, la Nord-Est con asiago giovane, radicchio trevigiano e speck altoatesino, l’Amatriciana con sugo all’amatriciana, fior di latte, guanciale e pecorino, e la Siciliana con pomodoro pachino, olive, capperi, acciughe, foglie di carciofino e origano.

Sfogliando il menu della cucina (un quaderno rosso dall’aria pop) si scopre una proposta semplice ma non banale realizzata con ricette di famiglia ed altre dal sapore più attuale. In primis gli sfizi in coccio sfornati dalla fornace, come la Parmigiana di melanzane con salsa al basilico, la Scamorza affumicata, guanciale croccante e radicchio, il Gattò di patate con prosciutto alla brace e scamorza, l’Involtino di verza con salsiccia di fegato, la Zuppa di legumi gratinata, il Baccalà gratinato con patate e besciamella.

Poi  i fritti con  vari tipi di supplì, le crocchette, il baccalà, i fiori di zucca e le olive ascolane di importazione marchigiana proprio come Enrico, le bruschette, i crostini, le paste e le carni alla griglia, senza dimenticare il pesce. Tra i primi, sempre abbondanti, interessanti gli Gnocchetti con culatello e mostarda dolce su fonduta di parmigiano, lo Spaghettone alle vongole accanto ai primi della tradizione romana.

I secondi inneggiano alla tradizione più pura se non fosse per la panatura con corn flakes delle Polpette di bollito con scorza di arancia. Troviamo infatti la Cotoletta alla milanese con patatine fritte (ideale per i più piccoli), la Sovraccoscia di pollo rollè alla cacciatora con scarola, uvetta e pinoli (buona e molto tenera), lo Stinco di maiale alla birra con patate arrosto (forse da servire con più fondo di cottura), il Baccalà alla romana cotto a bassa temperatura e la Coda alla vaccinara. Dalla griglia arrivano le Costolette di agnello al timo, la Tagliata e la Costata di manzo.

Da Fornace Stella (che prende il nome dalla costellazione della Fornace), anche ordinare un dessert può essere un divertimento:  grazie alla “busta” dei dolci (c’è la A e la B) puoi scoprire se sei stato fortunato a trovarne il menu. Tra i dolci più gettonati dal pubblico il Tiramisù della fornace, la Cheesecake con Gentilini e salsa ai frutti di bosco e il Semifreddo al torroncino con salsa al caffè (bruttino alla vista ma ottimo!).

Andate di fretta? Fornace è sold out? Nessun problema, Fornace Stella è anche cucina e pizza da asporto. Cosa si può volere di più da un ristorante di Pizza e cucina di quartiere?

 

Qualche info:

Fornace Stella
Piazza Lecce, 9

tel. 06-47549953
Orari:

12.30 – 15.30
19.30 – 23.30

Lun. – Domenica
Chiusi il sabato a pranzo

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