Flora restaurant -Roma-Via Veneto e la “regola del tre” dell’executive chef Raffaele De Mase

Elegante e intimo, raffinato, affascinante e curato nei minimi dettagli, piacevole e rilassante. Così si presenta al suo pubblico internazionale il Flora, il rinnovato ristorante del prestigioso albergo “Rome Marriott Grand Hotel Flora” di via Veneto, dove l’executive chef Raffaele De Mase, stupisce con semplicità secondo la sua filosofia culinaria che fa rima con ‘tre’.

Tre infatti è il numero perfetto di ingredienti che accompagna la maggior parte dei suoi piatti presenti in carta, tre elementi presenti in ogni ricetta, proposti in diverse consistenze per creazioni equilibrate in un menu che cambia seguendo le quattro stagioni. Con una cucina fatta di convivialità, condivisione e gioco di squadra (da bravo napoletano), firma piatti d’autore, figli di una grande ricerca sulle tecniche e sugli ingredienti. Una filosofia improntata sulla semplicità e dal forte richiamo mediterraneo ma, al contempo, dato il contesto, dal respiro internazionale che punta a far rivivere il prestigio di uno dei salotti romani più interessanti, attraverso un’offerta raffinata e allo stesso tempo contemporanea. 

Raffinato e contemporaneo è anche il nuovo aspetto del ristorante dall’allure internazionale:il restyling affidato all’architetto Stefano Mantovani, con il contributo del light designer Filippo Cannata, ha reso affascinante il Flora, un salotto dove predomina il verde e il panna, sui divanetti e nei marmi, dove un bel tavolo sociale per otto persone spicca al centro della sala sotto un’elegante struttura nera che lo incornicia tra luci soffuse che calano verso il fine pasto, dove eleganti vasi cinesi affiancati da piante arredano le mensole sotto le ampie finestre coperte all’occorrenza da tende rigate. Ai tavoli poltroncine in midollino alleggeriscono l’arredamento ricordando un giardino d’inverno già ripreso dai colori e dai finti lucernai sui soffitti.

Questo elegante spazio è il raffinato palcoscenico per la cucina di uno chef  del valore di Raffaele De Mase, che ha maturato importanti esperienze lavorative con star come Heinz Beck, Michelino Gioia e Salvatore Bianco entrando nelle cucine di prestigiosi hotel, come il Grande Hotel de la Minerve, il Relais & Chateaux La Posta Vecchia Hotel, l’Hotel Splendide Royal e il Rome Cavalieri Hilton, per poi approdare, dopo un periodo all’Osteria 140, al RomeMarriott Grand Hotel Flora di via Veneto.

Anche il menu ricorda l’eleganza di una volta, solo un grande pieghevole come si usava in epoche passate, dove su una pagina si trovano antipasti, primi e secondi e sull’altra i due menu degustazione, quello del Territorio e Il Degustazione (rispettivamente 60 e 80 euro), oltre una scelta di ostriche Oyster, caviale Calvisius e di dessert preparati dal ventiduenne francese Baptiste Foronda, Pastry Chef del Flora.

Il menu si apre con Calamaro, piedino di maialino, zucca e lime, sfizioso e insolito; Maccarello, bufala affumicata, pak-choi, crumble di tarallo e cipolla in carpione; Lingua di vitello, cavoletti e alici del cantabrico; Coniglio e carciofi e l’interessante Radici, diverse consistenze realizzate con una brunoise di pastinaca, sedano rapa, carota viola e rapa rossa con crema di topinambur e daikon con cialda di pane ai funghi, uno dei piatti più intriganti per aprire la degustazione che ha i sapori e i profumi di  Madre Terra.

Largo spazio ai primi con Eliche di Gragnano con coccio, melanzana bruciata e aglio nero fermentato; Spaghettone di Gragnano con polpo, pomodoro confit e patate allo scalogno;Tortello di anatra arrosto, spuma di pecorino e polvere di cipolla;Riso Acquerello, porcini, burrata e limone fermentato;Ravioli, radicchio, blu di bufala, noci e mele rosse. Tutti piatti che esaltano la personale regola del tre dello chef.

Ombrina, crema di sedano rapa, pane agli agrumi e ostrica liquida, Baccalà, fagioli zolfino, cotiche e zenzero, e Triglia, patate, tartufi di mare e il suo fondo le tre proposte di pesce per i secondi accanto ad altre tre di carne che spaziano dal Piccione con foie gras, cavolfiore e barbabietola, alle Animelle, crema di riso allo zafferano e asparagi senza dimenticare lo Stinco di agnello alle mandorle, crema di castagne e cicoria. Piatti solo all’apparenza impegnativi.

Il menu del Territorio è un viaggio da Roma e Napoli, andata e ritorno con il Pollo e peperoni e il Fagottello di coda alla vaccinara, crema di sedano rapa e aria al cacao, con il Rigatone “da Napoli ad Amatrice” e la Guancia di vitello, spuma di ricotta, edamame e salsa alla menta, per terminare con il Cannolo con mousse di ricotta e visciole. Quello Degustazione spazia tra una serie di piatti che si trovano in carta e si conclude in dolcezza con Pera bruciata, croccante al pepe bianco,gelato allo yogurt ed infuso di miele e lime.

Gli altri dolci in carta (Soufflé al cioccolato con gelato alla vaniglia, Consistenze di latte, dacquoise di noci pecan e croccante di cioccolato, Millefoglie, passion fruit, vaniglia e gelato al mango e Caffè all’arancia) sono la quintessenza della pasticceria sia per eleganza che per esecuzione.

Adiacente alla sala l’affascinate Bar del Flora, che trova spazio anche nel grazioso dehors di via Veneto, è nelle sapienti mani di quattro giovani talentuosi (Matteo Basile, Stefano Semproni, Robert Iaboni, Antonio Scarselletta) che si destreggiano tra l’offerta beverage e quella food.

Per la prima è stata messa a punto un’ampia e interessante carta dei cocktail suddivisa per tipologie: a base di vodka, gin, rum&tequila, whisky&whiskey, cognac&brandy, oltre ai classici drink da aperitivo. Due le “signature“ made in Flora: il Midnight Witch, con vodka alla cannella, liquore Strega, cointreau, succo fresco di limone e sciroppo di camomilla, e il Beetonic con gin Mare, acqua tonica, aria di rapa rossa, crosta di burro e sale alle erbe. Ovviamente è presente anche un’accurata caffetteria e una selezione di vini al calice, tra bianchi, rossi e bollicine, nonché birre, alla spina e in bottiglia. A prepararli, uno staff competente e navigato, con esperienze maturate tanto nei grandi alberghi quanto in club specializzati nel bere miscelato.

Interessante anche l’offerta food, concepita per pasti veloci, senza rinunciare mai alla qualità e al gusto. Insalate, sandwich, burger, taglieri di salumi e formaggi, zuppe, primi e secondi piatti “comfort”, sono preparati dallo chef de Mase e dal suo staff di cucina con cura e attenzione. Per finire i dessert, di grande semplicità e golosità estrema (tutti giorni dalle ore 11.00 alle 23.00).

La sfida di rilanciare l’offerta gastronomica di uno degli hotel più prestigiosi della Capitale, il “Rome Mariott Grand Hotel Flora” in via Veneto, è stata affidata a Maurizio Cortese (nella foto di sinistra qui in basso), profondo conoscitore delle eccellenze 100% made in Italy (è il Direttore del Consorzio della Pasta di Gragnano IGP) e Ceo della Cortese Way, agenzia napoletana specializzata nell’organizazione di eventi e nella consulenza per l’apertura di nuove realtà legate al food. Cortese è un accanito sostenitore dei ristoranti d’albergo intesi come luoghi di ritrovo per pranzi, cene, aperitivi, fino al tè delle cinque,contrariamente alla consuetudine tutta italiana di considerare gli alberghi soprattutto come luoghi dove pernottare. Chi meglio di lui poteva dare il suo imprinting al Flora coniugando lo spirito cosmopolita del posto con la sua matrice italiana e mediterranea, e scegliendo, innanzitutto, una squadra gentile, talentuosa e affiatata guidata dalla Restaurant Manager Antonella Cardella  che rappresenta, insieme allo chef, uno dei punti cardine dell’intero progetto (nella foto di destra qui sotto).

E’ lei che al Flora ha curato in prima persona la carta dei vini, lavorando sulla convinzione che anche il cliente straniero, in Italia, desidera bere italiano. Per questo troviamo tante etichette del Bel Paese, Toscana in primis, ma senza grandi blasoni e scelte “ruffiane”, di facile appeal in via Veneto. Il suo è stato un lavoro di ricerca, fatto per incuriosire e far scoprire, dedicato a chi si lascia indirizzare. Una sfida che Antonella si dice pronta a vincere. In un luogo dal respiro così internazionale non possono mancare referenze dalla Francia (lo Champagne è per Antonella il vino del cuore essendo nata in Francia) e un po’ di Germania (il Riesling è l’altra grande passione). Interessante anche il capitolo distillati, fatto da tante interessanti label e da numerose “chicche” per amatori della “meditazione.

La Dolce Vita è tornata!

 

Qualche info:

Flora Restaurant

via Vittorio Veneto, 191 – Roma

+39 0648992642

info@florarestaurant.it

www.florarestaurant.it

aperto tutti i giorni dalle ore 12.30 alle 14.30 e dalle 19.30 alle 22.30.

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