Da Plancha “cucina di pancia” su piastra 2.0

All’insegna della semplicità in una commistura di suggestioni orientali, sapori e aromi mediterranei  ha aperto a Roma “Plancha – cucina di pancia”, che arriva sulla scena capitolina con piatti diretti, golosi  e senza troppi fronzoli, con cotture semplici ma dai risultati gustosi.

Anima della cucina del  locale (da cui il nome) è la Plancha, una piastra tecnologicamente all’avanguardia ispirata al teppan giapponese, dove si cuoce dalla carne al pesce, dalla verdura alla frutta a 210-230°C, senza mai raggiungere il punto di fumo dei grassi, conservando tutti i sapori e le qualità nutritive di materie prime sceltissime, qui legate ai canoni di freschezza e stagionalità.

In via Bergamo 28 a Roma carne, pesce, verdure, uova, frutta e anche dolci vengono “cotti al volo” su due piastre distinte per restare succosi e saporiti accompagnati da salse e verdure, da riso jasmine o noodles con pollo/maiale/gamberi/tofu in stile giapponese, thailandese o mediterraneo.

In questa contaminazione di sapori  e aromi (gradevole e suggestiva) ho trovato ottime le capesante in insalata con mango, songino e anacardi (le capesante erano perfettamente cotte e morbide senza aver perso il loro sapore), buona la ceviche di spigola (anche se io non sopporto il coriandolo) e gli spiedini di maiale e di pollo accompagnati rispettivamente da salsa Plancha (simil barbecue ma con una marcia in più) e da salsa allo yogurt con Hummus alla paprika. Parere favorevole anche per i Noodles di pollo alla thailandese con peperoni, pollo, arachidi, cavolo nero e porro, un po’ meno per il riso con gamberi mediterraneo di cui non sono riuscita ad apprezzare la miscela di sapori (è una questioni di gusti) e il fatto che il chicco non fosse intero.

Su pesce e carne nulla da dire: ottima la Tataki di tonno al sesamo con salsa di pomodori verdi e le ribs di maiale alla salsa di ostriche e sesamo, la prima scottata al punto giusto la seconda caramellata al punto giusto. Per finire l’ananas caramellata con gelato alla cannella, un ottimo abbinamento per concludere un pasto sfizioso.

Leggendo il menù creato dallo chef Gianluca Solusti, trovo intrigante anche il petto d’anatra laccato al miele di castagno, i calamari saltati al latte di cocco con verdure, gli spiedini di polpo con maionese di polpo, delle uova all’occhio di bue con fonduta di parmigiano e asparagi, la pancia di maiale all’aceto balsamico con purea di mele, i gamberoni in piastra di sale con salsa verde, l’asado di mando con salsa Chimichurri.

Non mancano neanche le insalate come quelle di cous cous tabulè con pesto di menta e feta alla plancha, di pollo alla plancha con yogurt, sesamo e crostini di pane, e quella di salmone affumicato con noci , mozzarella di bufala, e gli immancabili burger accompagnati da uovo, formaggio o bacon.

L’offerta beverage in carta offre dei vini in tema con la filosofia del locale, solo 30 etichette alcune internazionali) selezionate con l’obiettivo di proporre prodotti buoni, dall’approccio facile e al giusto prezzo, come la selezione di birre alla spina ed in bottiglia che le affiancano.

Anche la parola convivialità fa parte del vocabolario di Plancha iniziando dal lungo bancone bar che all’ingresso divide la cucina dalla sala, dove si possono ordinare cocktail pensati per i diversi momenti della giornata (dal Raspberry Mule al Eat Jamaican Julep passando per il Plancha, il drink della casa a base di Vodka, liquore alla Vaniglia,  mela limpida, lime, cetriolo, kiwy, HM bitter arancia e spezie) da bere in compagnia comodamente seduti sugli sgabelli, o dalla possibilità di ordinare con un anticipo  di 24 ore piatti XXL da condividere tra 2-4-6 persone, sia di carne che di pesce (punta di petto di vitella, prosciutto di maiale al forno, stinco di vitella alla birra o pescato del giorno) accompagnati da cocktail da condividere per accompagnare i piatti.

Alla guida di questo locale dalle pareti  con doghe in legno verde petrolio, dal soffitto a volta con mattoncini a vista, dai disegni sulle pareti bianche che ricordano modi di dire, dai piccoli tavolini facilmente trasformabili in una lunga tavolata, (Plancha è  stato ideato dalla Laurenzi Consulting insieme allo studio di architettura Strato e a quello grafico di Repubblica Gastronomica), c’è la giovane ventiquattrenne Ludovica Giordano Orsini, che, dopo una laurea in psicologia, ha deciso di seguire le orme della famiglia presente nella ristorazione capitolina ormai da diversi anni. (Nella foto con la madre presente per l’occasione e Oreste il vice direttore di sala)

Con questa nuova esperienza Ludovica ha voluto creare un luogo informale e accogliente, dove la gentilezza e la disponibilità del personale deve diventare uno dei punti di forza insieme all’offerta gastronomica, dove il cliente soddisfatto ha voglia di tornare, dove l’atmosfera colorata e rilassata faccia star bene in compagnia di una “cucina di pancia”, semplice ma golosa.

Alcune info su Plancha:

Aperti pranzo e cena sempre

via Bergamo 28 – Roma

Telefono: 06 31072361

info@plancharoma.it

 

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