Ippolito, a Fiumicino tra pesce e cacciagione

A Fiumicino è arrivato  Ippolito, una nuova osteria con i suoi piatti che ricordano il profumo di casa, e dove pane e i lievitati sanno di buono. Ippolito è il nuovo progetto del gruppo di Luca Pezzetta, talentuoso pizzaiolo e panificatore, che con Ippolito ha chiuso il cerchio della triade perfetta della gastronomia dopo i suoi primi due progetti, la Pizzeria Clementina e il Micro Forno, tutti a pochi metri l’uno dall’altro.

Ippolito, sul porto canale accanto a Clementina,  è un’osteria “consapevole”, guidata da due giovani chef, Marco Fedeli e Andrea Alberghetti, che ci propongono una cucina che sa dei profumi di casa e ci promette un viaggio tra memoria, tradizioni e territorio, con un menu di mare e di terra checambierà spesso, seguendo la stagionalità degli ingredienti, i ritmi della natura e del mare. Un menu che offre forse quello che mancava a Fiumicino come la cacciagione o piatti realizzati con ingredienti poco utilizzati per preparare ricette tradizionali, privilegiando carni come pecora o anatra, e il pescato povero locale.

Tra i primi dell’osteria spiccano i cappelletti in brodo di cappone e le fettuccine con ragù di polpo bianco realizzato con i moscardini bruni. Il coniglio brasato ricorda la ricetta dell’abbacchio brodettato alla romana per l’utilizzo del tuorlo e del limone, con l’aggiunta di senape. La seppia è farcita con mollica di pane e carciofi alla romana, cotta prima a bassa temperatura, poi passata al barbecue e completata con crema di carciofi, fondo di pesce e olio aromatizzato alla menta. Il minestrone esalta gli ortaggi stagionali di Maccarese per tutto il periodo invernale, infatti, saranno protagoniste le varie tipologie di cavolo, insieme ai legumi, come ceci, fagioli borlotti o cannellini, mentre  i due chef di Ippolito, per quanto riguarda il pesce, puntano a esaltare il quello povero locale con maccarelli, alici, sugarelli, centrofoli, muggini e tonnetti alletterati.

Il menu di Ippolito, una vera novità per Fiumicino, dal pesce alla cacciagione

Il menu di Ippolito, come detto, cambierà spesso tra la stagionalità degli ingredienti e i ritmi della natura e del mare. La maggior parte delle materie prime arriva dai produttori del vasto territorio del comune di Fiumicino (222 chilometri quadrati), dall’Asta del Pesce e dalle barche locali. Un occhio di riguardo da parte degli chef anche per la pasta fresca, che è fatta in casa con farine ottenute da grani marchigiani e siciliani, una scelta più che gradita.

Da Ippolito, che prende il nome del patrono di Fiumicino, un ruolo di spessore lo hanno il pane e i lievitati del Micro Forno, e la tradizione laziale. Sono due elementi che caratterizzano diversi piatti del menu, come il battuto di manzo, senape antica, funghi alla brace e girella sfogliata, e la rana pescatrice alla cacciatora con la focaccia e il ripieno della seppia e carciofo.

Fin dagli antipasti di Ippolito si capisce la particolarità del menu e di alcune sue proposte, come nel caso dello Stracotto di pecora, yogurt, puntarelle e alici, per poi passare a qualcosa di più semplice, ma non banale, come il Crudo di pescato locale, pomodoro, mandorle e origano, lo Spezzatino di pescato e patate, il Sautè del giorno e la Frittura di totani locali.

Tra i primi piatti spiccano, oltre ai sopracitati cappelletti e fettuccine, gli Ziti spezzati con ragù di selvaggina, e la Pasta mista, patate, cozze e provola affumicata. Ulteriormente interessanti in menu i secondi dove troviamo anche la catalana di mazzancolle al bbq e il Cacciato, patata al burro e fondo. (Un menu che vai dai 23 euro per il cacciato, ai 14 euro a piatto)

I dolci fatti in casa di Ippolito e la carta dei vini

Infine, tra i dessert di Ippolito, tutti fatti in casa, spicca il Pain au chocolat e zabaione, un goloso dolce da condivisione, che ricorda una merenda d’altri tempi, accanto a dolci tradizionali, come pera, ricotta e cioccolato o la crostata del giorno, con abbinamenti consigliati per ogni singola proposta, tra cui un vino muffato, un passito rosso e un vino di visciola.

La carta dei vini è composta da oltre 100 etichette, legate alle zone vinicole più importanti del Belpaese, con un focus anche su altri paesi europei, come Francia, Slovenia, Austria e Germania. Anche in questo caso da Ippolito nulla è lasciato al caso, il lavoro sulla carta dei vini è frutto di una ricerca sugli artigiani del vino, accostati a nomi che hanno fatto la storia dell’enologia italiana, con due cantine in esclusiva.

Ippolito, un progetto completamente personalizzato

Due sale un angolo bar, realizzate con uno progetto completamente personalizzato dallo studio romano di architettura e interior design “Officine Norma”, hanno reso l’ambiente di Ippolito informale, intimo e accogliente, caratterizzato da un tocco mediterraneo, con strutture in ferro ed elementi in marmo, mentre la pavimentazione in cotto e le pareti dalle texture materiche ricordano i vecchi casali italiani. Anche l’illuminazione è stata studiata ad hoc per ogni ambiente con sinuose lampade artigianali a sospensione nella sala centrale, realizzate con il tradizionale filo kitan (tessuto marocchino in viscosa e intrecciato), che poggia su anelli di ottone massiccio fatti a mano.

Il colore enfatizza il legame con gli elementi naturali: dalle nuance della terra nella pavimentazione color mattone, nelle strutture in ferro, nel colore della boiserie e del battiscopa, nei mattoni dalle forme geometriche a quelle ambrate del marmo e dei dettagli artigianali in ottone. Tutti elementi molto curati per rendere Ippolito un luogo dove star bene, anzi, più che bene.

Qualche info:

Ippolito

Osteria

via della Torre Clementina, 158 B

Tel. 392 8461233

Aperta dal martedì alla domenica a cena (19:00-22:00)

Sabato e domenica anche a pranzo (12:30-14:30)

Giorno di chiusura: il lunedì

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