Pantaleo, il luogo della raffinata condivisione

Pantaleo è il nuovo locale della capitale per chi ha desiderio di bellezza e di cose buone fatte con dedizione e scelte con sapienza, per chi vuole ritrovarsi senza orari in un posto originale, in un luogo trendy e accogliente nel pieno centro di Roma, tra Piazza Navona e Campo de’ Fiori. Un luogo dove la cucina di alta qualità sposa vino e mixology, dove la morbida filosofia ispiratrice è quella di condividere con gli amici cibo, buon bere e allegria conditi con un pizzico di relax. Un luogo unico, dove il rosso e l’oro (colori romani e del papato, appassionati e appassionanti), ci fanno lasciare fuori dalle ampie vetrate il grigiore della quotidianità, uno spazio diviso su tre livelli in grado di emozionarci ad ogni sguardo.

 

Pantaleo accoglie gli ospiti con il bancone della cucina a vista e quello bar della luccicante mixology, che fanno da caposaldi  ad un lungo tavolo sociale che si snoda al centro della sala circondato da alti sgabelli neri con seduta di velluto rosso cardinale e illuminato da un gioco di luci in tessuto e ferro dal taglio geometirico. Un salottino con avvolgenti poltrone in velluto dai moderni colori blu, giallo, rosso e verde, è posizionato al mezzanino dove  intorno a tavoli da caffè ci si possono regalare morbide e intime ore rilassate. E’il luogo ideale per pranzare in due, sorseggiare dei pigri the pomeridiani o trascorrere serate in coppia o con gli amici a decantare una grande bottiglia scelta col il sommelier-patron Sergio Frasca (già responsabile sommelier del ristorante Imàgo). Al piano inferiore, un bancone circolare e le bottiglierie di grandi vini e distillati, lo rendono perfetto per momenti più glamour e raccolti, per eventi privati o degustazioni guidate.(Gli altri soci sono Giovanni Iozzi, coinvolto in prima persona nella gestione del locale e Domenico Iozzi, già imprenditore in altri settori).

 

 

Su una parete, il murales di San Pantaleo dell’artista Leonardo Spina, ha il volto del conte Camillo Negroni, inventore del celebre cocktail, icona italiana di stile e viveur di inizio secolo, mentre il cucchiaio per somministrare medicine (il santo era un medico) è diventato uno spoon. Le medicine si sono trasformate in  un  prezioso cocktail e il mantello in un  kimono alla moda con motivi geometrici. Tre simboli sovrastano la figura, le tre anime del locale. Il piombo alchemico, richiamo all’alchimia e alla sua pratica di miscelare elementi di base, è un chiaro riferimento alla miscelazione precisa, elegante e contemporanea dei barman, capitanati da Paolo Sanna. L’Icosaedro, solido platonico portatore di perfezione ed armonia universale, è associato dal filosofo all’elemento dell’acqua, componente principale del vino e alla base di ogni bevanda alcolica. Infine il fuoco raffreddato a simboleggiare l’offerta culinaria a base di crudi di carne e pesce, piatti più complessi e cicchetti che giocano sul su caldo e freddo. Nascono così le tre anime della cucina di Pantaleo: una cruda dedicata alle tartare e alle ceviche, alle selezioni di prodotti di grande eccellenza; una calda e appetitosa con zuppe, carni e pesci dedicati alla stagione fredda; una esotica per raccontare i sapori del mediterraneo, dell’Europa e dell’oriente.

 

Aperto dalla colazione a tarda notte, Pantaleo è un ristorante dai sapori mediterranei che offre commistioni di ingredienti che arrivano anche dal nord Europa e dall’oriente. questi si affianca ad una raffinata mixology ed a una carta dei vini complessa e divertente, ove ogni etichetta può essere servita al bicchiere con proposte per neofiti ed estimatori sia italiani che stranieri.

 

I prodotti, scelti attraverso lo studio della loro filiera per garantirne l’eccellenza, arrivano principalmente dal territorio laziale, e fanno parte di  un menu strutturato attraverso un gioco di assaggi in libertà, tra un’ampia scelta che procede tra freschi appetizer, selezioni di ostriche bretoni e caviale italiano, sublimi tartare di carne e di pesce, tataki di tonno, ceviche, elezioni di salumi e formaggi, proposte golose calde di carne fino alle proposte più veloci per il pranzo come insalate e panini gourmet. Una linea impostata dallo chef Roberto De Santis (che arriva dall’Hotel Majestic e da una lunga collaborazione con Filippo La Mantia) e oggi ereditata dallo chef Edoardo Ferrera.

 

Ottima è la Tartare di scampetti con fichi, come pure i Bocconcini di Triglia in agropiccante su cruditè di cipollotti al lime e  polvere di anacardi o la Ceviche Rossa e Nera di pescato e calamaretti amabilmente piccanti, mayonese di pomodori e bacche di Goji  o quella  mista di pescato del giorno e gamberoni condita con  l’umore dei crostaci senza prevaricazioni di agrumi o cipolla. Dolci i Gamberi cuore rosso di Mazara serviti con hummus di barbabietola, colatura di burrata e sedano riccio al cedro. Tra le carni ottima la  Tartare di manzo con  crema di carote, stracciatella, olive taggiasche e origano dell’Etna oppure la Trinità composta da l’unione di tre proposte di crudo di carne: il Battuto di Fassona (servito con crumble di rafano, gelo di barbabietola e sedano riccio), il Rocher di Manzo (che viene panato con funghi Shitake e accompagnato da una mousse di Blu Shropshire e da una riduzione di birra) e della Tartare di Manzo. Come piatti di carne non convenzionale, vengono proposti  il Pulled pork su salsa barbecue leggermente speziata (si richiede sempre due volte!) e le Ribs di maiale, le costolette che è un piacere da mangiare anche con le mani. Per il pesce  troviamo in carta un ottimo San Petro in crosta di pistacchi con salsa di zucchine, menta e pachino o della Spigola alle erbe aromatiche su Julienne di verdure all’agro.

 

 

Se ci si siede da Pantaleo per un aperitivo si parte con piccoli starters, da accompagnare a cocktail o vino, come il Gazpacho andaluso con cialde di platano e petali di cipolla; l’insalatina di friggitelli croccanti e non, con cucunci (cioè i grandi fiori di cappero), la mollica profumata all’origano e colatura di bufala campana e gli Spaghetti di carote con radicchio, pecorino alle pere. In questo caso non ci si può esimere dal regalarsi una delizia della raffinata selezione di ostriche a cura di Corrado Tenace che vede protagoniste l’Ostrica Fine N.3 di David Herve, Francia, l’ Ostrica Marie Morganes N.3 di Keraliou, Francia, l’Ostrica Pleiade N.3 di Thierry Poget, Francia, l’Ostrica Regal Seletion Or N.3, Famille Boutrai, Irlanda e, infine, l’Ostrica Majestic N3, Majestic Farm, Irlanda.

 

Infine non si può non citare il bel bancone bar dove, partendo dalle basi, il bar tender Paolo Sanna ha voluto creare una serie di varianti del Martini cocktail dando luogo a una carta apposita per offrire a ogni cliente il martini perfetto con una serie di martini originali firmati Pantaleo.

 

Imperdibili il Dirty Pantaleo (un martini sporcato dai sapori di Sicilia, con capperi e cucunci), o lo Smoked che si prepara con un whiskey torbato che gli conferisce un carattere completamente diverso. E poi lo Spray (dove il vermouth viene aromatizzato con origano dell’Etna e peperoncino e poi nebulizzato),o l’interessante Japan, dedicato al Giappone (in questa preparazione si usa il sakè al posto del Vermouth con una aromatizzazione al wasabi e due gocce di salsa di soia). Paolo Sanna ha inoltre ideato una linea di miscelati tagliati sartorialmente per Pantaleo dove ritroviamo lo spirito indomito del santo e il carattere sociale e raffinato del locale con numerose signature riconoscibili per la loro personalità netta e per la freschezza che gli viene donata dalla frutta (di stagione o utilizzata per la realizzazione degli sciroppi artigianali), dalle spezie e da alcuni ingredienti insoliti, tutti da scoprire.

La passione muove la terra e le stelle e sospinge gli uomini verso nuove avventure

 

Qualche info:

Pantaleo-food, wine,mixology

Piazza San Pantaleo, 4

Rione Parione Roma

Tel.0693572514

 

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