Altrove Ristorante, tra contaminazioni e integrazione sociale

Chiariamo subito una cosa, Altrove non è un ristorante definibile “etnico”, qui il cibo è la chiave per girare il mondo attraverso piatti che conosciamo ma che con un solo ingrediente in più ci portano dall’Asia all’Africa per poi riportarci a Roma al 34 di via Benzoni nel quartiere Ostiense/Garbatella, con una proposta gastronomica multiculturale e multiregionale Qui tra sala e cucina si fa il giro del mondo perché da Altrove il personale è parte di un progetto di accoglienza, formazione e integrazione per il recupero di ragazzi stranieri, un progetto  di contaminazioni culturali, integrazione sociale, etica, zero sprechi, e una cucina che da pochi mesi può contare sulla supervisione tecnica di una chef di grande preparazione quale e’ Barbara Agosti, deus ex machina di Eggs nel quartiere Trastevere, e su Ornella De Felice che si occupa di tutta la sezione dedicata al pane e alla panificazione.

Per Altrove la chef ha studiato un menù che rispecchia a pieno l’anima di questo progetto, e l’ha fatto partendo da alcuni ingredienti che si ritrovano nella cucina del Mediterraneo come pure in quella Orientale. I ceci, le patate, la carne di pollo, la pecora e le spezie sempre dosate con maestria, il vero collante di gusto, sapori e profumi. La proposta gastronomica spazia tra piatti di carne, pesce e vegetariani in cui non mancano mai contaminazioni e fusioni, ma si parte comunque dalla grandissima cucina regionale italiana, il viaggio inizia dai nostri piatti tipici che vengono studiati, arricchiti e  rivisti senza stravolgerli.

Altrove parla di etica, di sostenibilità, di rispetto per le materie prime e per le persone, di una cucina che non conosce barriere e di multiculturalità, di una una squadra, un gruppo di lavoro ben nutrito e assolutamente multiculturale: giocano “in casa” Mario Daniele e Stefania Guerrizio rispettivamente di Napoli e Roma, operativi nel tema di cucina insieme a Bira Sissoko del Mali, Rubén Abul Kamal e Misan Md Mejanur Rahman Hawlader entrambi del Bangladesh. In sala invece ci sono Sandro Balducci e Tabesh Gane dall’Afghanistan.

Dando uno sguardo al menu, tra gli antipasti ci sono “Polpettando”, una golosa selezione di polpette come quelle vegetariane che ricordano i falafel ma più morbide e speziate oppure le polpette di melanzane alle erbe e quelle con spinaci e patate, e la “Ricotta croccante” con erbe aromatiche buccia di limone e spezie, avvolta in pasta kataifi servita con riduzione di aceto balsamico fatta in casa.

Tra i primi c’è la Zuppa di zucca che viene prima arrostita in forno quindi ridotta in crema con l’aggiunta di spezie e infine servita con del Paneer, un formaggio fresco indiano che ricorda molto la nostra ricotta; le Fettuccine del Pastore con fatte in casa con ragout di pecora di Martignano; la Norma che incontra il Babaganoush, la salsa indiana a base di spezie e melanzane che va ad impreziosire un ottimo tonnarello; la “Pasta e Fagioli tra le curve” dove la chef Agosti si è fatta ispirare da un progetto avviato da Massimo Bottura in collaborazione con il Pastificio Artigianale Mancini. Nel pastificio l’essiccazione di alcuni formati di pasta lunghi avviene secondo il metodo classico, vale a dire sistemando la pasta su aste di legno ma, finito questo processo si ricavano spaghetti o linguine, ma i pezzi di pasta che poggiavano sull’asta? Erano uno scarto ma oggi non lo sono più, grazie a Bottura ed oggi anche alla chef Agosti che li ha inseriti in questa pasta e fagioli, sintetizzando perfettamente il concetto di “zero sprechi” di Altrove. Infine, in menu troviamo un omaggio alla romanità con la Cacio e Pepi, il classico primo capitolino realizzato con un blend di pepi (madagascar, sichuan, timut) non particolarmente piccanti e pungenti ma con una nota balsamica e aromatica.

E per tornare a viaggiare i secondi sono stati pensati rispettando profondamente le usanze alimentari e religiose, prediligendo la carne di pollo e di pecora e limitando l’uso di quelle di manzo e maiale. Tra i piatti più rappresentativi troviamo lo spezzatino di pecora in cui la carne, viene marinata in vino bianco e spezie come cannella, anice stellato e pepe, per poi essere cotta lentamente diventando morbidissima, quasi fondente, o L’Orient Express, un piatto di ispirazione thai a base di pollo che viene prima infarinato e fritto e poi saltato in padella con soia e verdure, è servito accompagnato con riso basmati aromatizzato con il nasi goreng, una mix di verdure e spezie.

Ulteriore conferma che la cucina non ha confini è la Coda alla vaccinara profumata con la grue di cacao, spolpata e servita con un cus cus palestinese integrale, cotto al vapore, oppure il Filetto di baccalà fritto, quello classico alla romana ma al posto della pastella viene panato nel Panko giapponese e poi servito con hummus di ceci. Infine la Crema di sedano rapa con rape, carote cotte al forno e uovo bio cotto a 64 gradi dell’azienda Bio Farm di Arianna Vulpiani ( da questa azienda provengono anche galline, ortaggi e olio).

Il capitolo dolci vede in carta il Tiramisù speziato cui caffè aromatizzato con chiodi di garofano, buccia di arancia e limone, e il Kulfi, un semifreddo alla vaniglia di origine indiana con pistacchio iraniano, zafferano e cardamomo, servito con salsa inglese profumata alla rosa. Interessanti anche l’Extrafondente, torta di cioccolato al 64%, senza glutine, servita con caramello salato e crema al mascarpone, e il Cestino di frolla al cacao con cremoso di mango e frutto della passione, ganache di cioccolato al latte, gel di frutto della passione.

Altro elemento comune a tutte le cucine del mondo è il pane, ogni paese ha il suo ed per questo che qui da Altrove il forno ha un ruolo fondamentale: sotto la direzione di Ornella De Felice si fa veramente il giro del mondo e dell’Italia, con i tanti pani del mondo e i nostri regionali.

La carta dei vini è una  carta libera da etichette e vincoli, libera dai grandi nomi della viticultura italiana ma anche dalle mode effimere del naturale a tutti i costi. Una carta che privilegia il vino da bere con voluttà, non da guardare o da degustare, un vino che dà pienezza e felicità. Che si tratti di un bianco minerale, sapido o di un rosso fresco, strutturato, complesso, sono tutte bottiglie dallo straordinario rapporto qualità prezzo. Dal Friuli alla Calabria, una carta snella e divertente, per chi vuole scoprire qualcosa di nuovo, senza rischiare delusioni.

Qualche info:

Altrove Ristorante

Via Girolamo Benzoni 34, Roma

Tel. +39 06 57465 76

Dal Martedì al Venerdì aperto a cena

Sabato aperto pranzo e cena

Domenica solo pranzo Lunedi chiuso

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