Roma Food Story, “apre” Alberto Colacchio patron del ristorante “Al 59”

Ha l’accento romano il Roma Food Story, il villaggio del cibo della X edizione del Festival del Cinema di Roma. A raccontare ad un pubblico internazionale la tradizione della cucina romana saranno i patron di due solide realtà della ristorazione capitolina quali sono “Al 59” e “Benito al Ghetto”. Il 16 ottobre l’onore dell’apertura della Trattoria del Cinema sulla piazza di ingresso del Festival spetta allo chef Alberto Colacchio patron del rinnovato “Al 59”, con  un menu ricco di romanità (ed altro)  da gustare seduti o take away fino al 20 ottobre.

Roma Food Story - chef Alberto Colacchio - ristorante Al 59 -Roma

Tre le scelte per ogni voce con un prezzo che varia dai 5 euro per le proposte veloci ai 13 euro per i piatti più completi: Antipasti: Insalata di manza Fassona piemontese agli agrumi, Passatina di ceci con baccalà nel suo olio buono, Carpaccio  di Storione Calvisius  marinato – Primi: Gramigna alla romagnola, Tortellini del Maestro con whiskey, Amatriciana- Secondi: Polpettone di carni bianche con marsala e purea di patate, Galletto con peperoni, Baccalà alla trasteverina- Dolci: Gelato di zabaione con bollente al cioccolato amaro, Pane raffermo di Pane e Tempesta con zucchero,vino e ricotta De Julis- Panini: Focaccia artigianale con pistacchio e mortadella, Pane “azzurro” di Pane e Tempesta (hamburger di tonno e spada), Panino di Pane e Tempesta con porchetta dello chef –Insalate: Insalatona mista con tonno, uovo e mozzarella, Insalata vegan (ceci, melanzane e barbabietole), Insalata Caprese

Alcuni di questi piatti sono stati proposti durante una serata in cui Colacchio ha presentato alla stampa il menu per il Festival nel suo storico locale in via Angelo Brunetti caro a Fellini e a Gassman, dove ancora oggi si respira aria di Arte, Cinema e Buona Cucina a due passi da piazza del Popolo.

Roma Food Story - chef Alberto Colacchio - ristorante Al 59 -Roma

Sotto l’imponente CineLuna di Paola Romano, opera dedicata a “La Dolce Vita” del Maestro che non si può non notare entrando nel locale, ho avuto il piacere di assaggiare in anteprima la Passatina di ceci con baccalà fritto nel suo olio buono con un pesce sapido al punto giusto addolcito dalla purea di ceci; il Carpaccio  di Storione fresco Calvisius  marinato con lime e accompagnato da una cialda di parmigiano alle erbette.

Roma Food Story - chef Alberto Colacchio - ristorante Al 59 -RomaRoma Food Story - chef Alberto Colacchio - ristorante Al 59 -Roma

Gli storici Tortellini del Maestro con whiskey  fatti a mano “Al 59” e cotti in un buon brodo vero solo di manzo e gallina; un’Amatriciana dal sugo dolce contrastato dal sapido e croccante del guanciale con Gramigna fatta in casa da Colacchio grazie ad una macchina con trafilatura al bronzo ereditata dalla Cesarina prima proprietaria del locale; il Polpettone di carni bianche con marsala (vitella, pollo più un po’ di mortadella e prosciutto per dare sapidità) accompagnato da purea di patate che ti fanno fare un tuffo nella cucina romana casalinga degli anni ’60; infine (ma solo riguardo al menu del Festival) il Pane azzurro di “Pane e Tempesta” con hamburger di tonno e spada appena scottato, che a dispetto del nome non è colorato ma è un ottimo panino soffice dell’ormai famoso panificio di Monteverde che custodisce una tartare di tonno e spada condita con agrumi, menta fresca e un goccio di  Strega e Cointreao per esaltarne i sapori (una genialata!)

Roma Food Story - chef Alberto Colacchio - ristorante Al 59 -Roma

Roma Food Story - chef Alberto Colacchio - ristorante Al 59 -RomaRoma Food Story - chef Alberto Colacchio - ristorante Al 59 -Roma

Tra i dolci il gelato di zabaione con bollente al cioccolato amaro (non vi fate spaventare dal colore giallo oro, il gelato è equilibrato e non spicca il sapore dell’uovo) e la storica merenda romana “pane,zucchero e vino” fatta con l’ottimo pane raffermo di “Pane e Tempesta” accompagnata da ricotta De Julis (assolutamente da provare!)

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A questo aggiungete  Non il solito supplì, presente in carta al ristorante, con sugo di carne mista (salsiccia, pollo e manzo), odori (sedano, carota,cipolla … seme di finocchio) e mozzarella di bufala filante (come si diceva una volta, un supplì al telefono!), oltre ad un prosecco rosato Montresor che mi ha accompagnato per tutta la cena.

 

Roma Food Story - chef Alberto Colacchio - ristorante Al 59 -Roma

 

Dimenticavo….la seconda solida realtà romana che dal 20 al 25 ottobre alla Trattoria del cinema ci farà assaporare la romanità sarà l’Osteria di Benito al Ghetto con lo chef Nicola Delfino. Tutti i piatti di entrambi gli chef saranno in abbinamento ai vini dell’Enoteca Trimani.

La prenotazione è consigliata e si può fare scrivendo a  booking@romafoodstory.it o chiamando il 39 392 3938523.

Ricordate che avete solo 10 giorni per assaporare storie di cibo e cinema!!

 

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