Ognuno ha le sue particolarità, e Grado ne ha una tutta sua per essere un’enoteca. E’ una cicchetteria veneziana con una carta vini che non c’è, se non nella memoria del sommelier Riccardo Carascon. Questo giovane professionista, a cui è stato affidato il locale, ha voluto creare un’enoteca con cucina che celebra il rito della condivisione attraverso una proposta gastronomica ispirata all’autenticità dei cicchetti, accompagnati da una carta dei vini, di oltre 300 etichette, non scritta, per un’esperienza dove l’eccellenza del calice incontra la convivialità senza filtri.





In zona Porta Pia, più precisamente in via Alessandria 56, Grado rompe gli schemi della ristorazione classica fondendo l’eleganza del tapas bar spagnolo con il calore della cicchetteria veneziana, tra calici, bicchieri ed assaggi in condivisione, invitando a vivere il vino in modo pop e dinamico in questo locale piccolo ma curato e gradevole.


La cantina di Grado, non cè la carta dei vini ma 300 storie da raccontare
La cantina di Grado può essere descritta come “300 storie da raccontare”. Carascon porta gli ospiti al grande frigo o presenta le bottiglie al tavolo, un approccio diretto che la gente apprezza, perché ciò che bevono è esattamente quello che stanno cercando. Il suo compito è renderli consapevoli di ciò che hanno nel bicchiere. Anziché farsi sedurre dal trendy e dai nomi prestigiosi, da Grado si ascolta il proprio gusto, e la narrazione che Riccardo fa di ogni bottiglia di volta in volta, scegliendo quelle che possono essere le migliori per ogni cliente.








La selezione annovera circa 300 etichette, con un’attenzione maniacale ai piccoli produttori indipendenti e ai vitigni autoctoni. Una cantina che si compone per circa il 90% di referenze da tutto lo Stivale, e la restante parte dall’estero. Ogni bottiglia porta con sé una storia, un lavoro di ricerca, la rappresentazione del suo territorio. Fra le tante realtà presenti, degne di nota sono etichette come l’Amaury Beaufort Champagne Blanc de Noirs Brut Nature, con una verticalità e mineralità senza compromessi; Arpepe Valtellina Superiore “Il Pettirosso” D.O.C.G., un Nebbiolo delle Alpi dall’eleganza sottile; o Vevey Marzano Blanc de Morgex e de la Salle D.O.P., viticoltura eroica ai piedi del Monte Bianco. E ancora, da Grado si spazia dalla potenza calda del Cannonau di Mamoiada di Giuseppe Sedilesu “Grassia” Riserva D.O.C., al blend solare di vitigni rari della Costiera di Tenuta San Francesco “Per Eva” Costa d’Amalfi, fino a Thomas Niedermayr “Summ” (Vino PIWI), la frontiera moderna dei vitigni resistenti e puliti.
Il concept di Grado, il rito del cicchetto
La condivisione al centro del tavolo è l’altra firma di Grado. La sua cucina, prevalentemente italiana con contaminazioni regionali (grazie anche alle origini calabresi della proprietà), si adatta ai diversi momenti della giornata.
Si parte dalla pausa pranzo, quando l’enoteca propone una formula smart a €12,00 che comprende una portata a scelta, contorno, acqua e caffè. Ma è all’ora dell’aperitivo che Grado propone Il Rito del Cicchetto al costo di €3,00 al pezzo. Gli ospiti possono comporre “il proprio percorso di piccoli bocconi” con ottime bruschette artigianali condite con ingredienti di alta qualità. Spiccano fra tutti il Cicchetto Baccalà e crema di zucca, il Melan-duia (melanzana e ’nduja), e il ricercato Blu di Bufala con mandorle e miele, e quello con tartare di salmone e bietole. E poi quello di caprino e curcuma con verdurine, quello con pastrami di tonno con maionese di polpo, quello con polpettine e cicoria.





Per chi cerca un morso più strutturato da Grado ci sono le Tapas (a €9,00) che offrono mini-versioni di piatti iconici del menu, come il Petto d’anatra, carotine burro e salvia e shrub ai lamponi, o lo Yakitori di vitello alla beccafico. Tra i piatti troviamo specialità come il Polpo arrosto con chips di patata americana, il French toast, pastrami di tonno e maionese alle alici e una proposta più vegetariana, il cavolfiore arrosto con hummus e gremolata artigianale. Interessante la coda di Rospo alla vaccinara su gnocco di polenta, meno ricercata, ma sempre di qualità, la tartare di manzo con tuorlo confit e polvere di capperi.







Ottimi i taglieri con salumi e formaggi di grande qualità serviti con salse alla frutta o miele, sfiziosi i cantucci da abbinare ad un ultimo ottimo bicchiere per finire il pasto.


I percorsi regionali da Grado
Per due sabati al mese, Grado organizza i percorsi regionali, delle serate a tema con 3 portate tipiche e 3 calici in abbinamento per far scoprire il panorama culturale e culinario italiano. Il calendario degli appuntamenti (ripreso da fine febbraio) è partito dalla Sicilia per risalire lungo tutto lo Stivale fino alle regioni alpine.
Qualche info:
Grado
Via Alessandria 56, tel. 06 2440 4792
Lunedì-Sabato 12:30-15:00 / 18:30-23:00 aperto dall’aperitivo
http://www.enotecagrado.it
http://www.instagram.com/grado_enotecaroma