Al “Mirabelle” lo chef Stefano Marzetti emoziona con sfumature romane e umbre

“Fermati, assapora i momenti belli che ti sfuggono tra le dita, apprezza fino in fondo i tuoi giorni e ciò che sei.” Chef Stefano Marzetti

Regalare emozioni, unire momenti magici, momenti senza tempo, essere partecipe di quella piccola gioia mentre si ammira uno dei panorami più esclusivi della capitale, per lo chef Stefano Marzetti è tutto. E’ quel tutto che lo tiene legato da otto anni al “Mirabelle”, l’affascinante ristorante sul roof top dell’Hotel Splendide Royale della famiglia Naldi, una terrazza gourmet dove la vista spazia sulla capitale da Villa Medici a Trinità dei Monti, fino a San Pietro, al Gianicolo e verso il parco di Monte Mario.

 

 

Una sensazione unica come i suoi piatti che emozionano con personali sfumature romane e umbre della sua tradizione, in grado di raggiungere punte di innovazione straordinaria. Unica come l’avvolgente atmosfera da residenza nobiliare, e come l’insuperabile accoglienza a cui segue un servizio attento e discreto, quasi invisibile, 74 elementi (quasi 1 a 1) che si muovono come stessero danzando sotto la direzione del restaurant manager Luca Costanzi, più volte premiato come Miglior servizio di sala dal Gambero Rosso, da Repubblica e da Horeca.

 

Un’esperienza davvero sorprendente per concedersi un break per il pranzo e un momento più ampio e rilassante durate l’aperitivo e la cena senza eccessive formalità, ma lasciando che la meraviglia sia sempre presente anche quando si visita la nuova cantina a vista ospitata in  un’accogliente sala dedicata, in cui possono essere organizzate delle serate ad hoc per assaggiare verticali di barolo, raffinati champagne, meravigliosi vini di tutta Italia e dall’estero che vengono scelti ogni anno dal sommerlier Fabrizio Colaianni.

 

Il Mirabelle è un palcoscenico importante dove, tra marmi rosa dalle venature preziose, l’oro che accarezza i dettagli e i velluti che rendono morbido e accogliente tutto l’ambiente, la cucina di Marzetti si racconta come in un libro, dove ogni pagina ci presenta una parte di vita, dove ogni episodio può essere letto ed interpretato in tanti modi, con mille sfaccettature e sorprese, dove si percepisce l’amore per il suo lavoro al comando di una grande brigata, una squadra ormai stabile e coesa da anni.

E’ il tempo al centro della filosofia di cucina di Stefano Marzetti, un dono prezioso da dedicare, la ricchezza più importante che è stata immortalata anche in una foto in cui lo chef rompe una clessidra, un gesto simbolico per indicare il tempo che mette nella costruzione di un piatto, un gesto che ha in sé non solo il momento della trasformazione degli ingredienti ma anche quello dello studio, della passione, dell’amore e della ricerca anche per le materie prime, elemento importante  che si sviluppa attraverso un confronto con fornitori e piccoli produttori per creare dei piatti con grandi esplosioni di gusto che coinvolgano ogni senso.

 

Come nell’ostrica, arachidi e birra o nella ricciola marinata al pomodoro, burrata, alici di Cetara e trucioli di pane, dove il descriverli inganna, ma la vista e il palato ne saranno sorpresi e intrigati. Un piatto per cominciare accanto a la Tartare di Fassona, spugna di n’duja, gelato di aglio nero e puntarelle all’agro, alla Terrina di foie gras, confettura di cipolle rosse e pan brioche al parmigiano reggiano, al Baccala, porri brasati, spuma di piselli e croccantella di patate. Pietanze che ci  introducono alla scoperta della cucina di questo chef  che a 15 anni, quando ancora  andava a scuola, lavorava nei fine settimana al “Convivio Troiani” e partiva per lavorare d’estate nei luoghi di villeggiatura per “le stagioni”, in posti come il Forte Village e l’hotel Cala di Volpe, una lunga strada che lo riporta a Roma a “La Pergola” di Heinz Beck e poi all’”Antico Arco“, fino all’età di 30 anni quando apre un suo ristorante a San Lorenzo e conosce l’allora chef del Mirabelle, Giuseppe Sestilo, di cui Marzetti diventare il secondo. Comincia così il suo percorso al Mirabelle che lo porta a essere executive chef dopo un solo anno.

 

 

Tra i primi troviamo un particolare risotto “Al pacchetto” alici, burrata, fiori di zucca e mollica di pane, i Rigatoni Felicetti al cacio e pepe di Asakura, seppie 2.0 e polvere di zenzero, le Linguine di farro, ricci di mare, crema di bufala e pesto di pistacchio di Bronte, mentre con i  Ravioli di carbonara con asparagi, bacon croccante e tartufo nero, unisce le sue origini materne romane a quello di un padre umbro.

4322A189-2E04-4D6A-8E13-53E739ED1DE8Interessante anche la sezione del menu dedicata al pesce dove, tra le varie proposte, spiccano il Salmone glassato al Teryiaky servito con riso nero Basmati e gambero croccante al curry, e la Guancia di Tonno rosso Belfagò, pomodori gialli Capperi, olive taggiasche e salicornia.

 

Il capitolo carne è altrettanto intrigante con il Lombetto di agnello pré-salé, indivia belga funghi di bosco ,crema di tofu alla camomilla, il Maialino da latte, cipolle candite, ortica E gelato alla birra scura, e l’Anatra “Barbarie” all’arancia con mela verde caramellata.

 

Infine i dolci che continuano la particolarità e l’esplosione di colori e sapori che caratterizzano tutti i piatti di questo chef : le albicocche caramellate con sorbetto al Cassis, il Clafoitis di ciliegie con gelato al pistacchio di Bronte, il “Settimo cielo”, cioccolato con cuore di nocciola e pepite d’oro, la “Zuppetta di fragole e rabarbaro con sablè di basilico e gelato di bufala, ne sono alcuni esempi.

 

Qualche info:

Ristorante Mirabelle

presso Hotel Splendide Royal Roma

Via di Porta Pinciana 14, Roma

tel.06 4216 8838

aperto tutti i giorni dalle 12.30 alle 15.00 e dalle 19.30 alle 23.00

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