Trecca – Cucina di Mercato, a Ostiense tra “picchiabomba” e carbonara da urlo

Attaccati sul muro dietro al bancone tre grembiuli stropicciati, quello di Manuel, quello di Nicolò e quello di Nonna, a testimoniare che la vera cucina si fa con il cuore, sporcandosi le mani, e il grembiule, come si faceva una volta nelle osterie romane, dove i giovani imparavano dai più anziani il mestiere di cuoco tra schizzi di sugo e mani in pasta.

I fratelli Treccastelli, Manuel (studi in marketing e comunicazione) e Nicolò (in grafica e fotografia), sono veri figli della Garbatella dove sono cresciuti  nella pasticceria di famiglia e dove hanno affilato il palato, sono i nipoti di una nonna cuoca/casalinga patita del quinto quarto estremo (cervella, animelle e quant’altro!), e sono loro i giovani proprietari di Trecca, un locale informale dove  la cucina è schietta, autentica  e “di mercato” per realizzare piatti romani della vera tradizione.

Semplicità e ottimi prodotti per un ritorno al passato con ricette storiche servite in un ambiente (curato da Studio GAD) che ricorda le osterie di una volta con il giallo alle pareti, le luci discrete per una quarantina di posti a sedere, i tavolini in marmo come il bel bancone all’ingresso dove ci si può sedere e ordinare “ar banco” qualche cosa di molto sfizioso “ma senza perde tempo”.

Già dalle scritte “magno co le mano!”  e “magnoforte”, fatte con il pennarello dai due fratelli Treccastelli  sulle mattonelle bianche dietro al bancone, si capisce che qui “gli si da sotto”, che la scarpetta con il pane di Bonci è di rito, e che la piccola fontanella attaccata al muro non serve per dissetarsi ma per lavarsi le mani, dopo essersi “ciucciate” le dita unte dalla Coda alla vaccinara di Fassona o dalle Animelle!

Trippa alla romana, “Picchiabomba” (ovvero polpette di bollito alla picchiapò dalla panatura croccante), Padellotto alla macellara con frattaglie di pollo e patate, stratosferiche Polpette della nonna al sugo come gli involtini “de na vorta”, trippa al cartoccio, filetti di baccalà, pane (di Bonci) con broccoletti e salsiccia, minestra di broccoli e arzilla, Carbonara, Amatriciana, Cacio e Pepe, Gricia, Rigatoni con la Pajata, Pappardellone “a pecora”, fetticcine al ragù d’agnello, Coratella, Pancia di maiale, Guancia con misticanza, porchetta home made e abbacchio alla scottadito, sono i piatti di un menu che può non avere regole nell’ordinare ma solo la voglia di mangiare ciò che si vuole e in che ordine si vuole… dolci esclusi ovviemente. Tra questi (tutti fatti da loro) il Tiramisù, i Maritozzetti con la panna e cacao meravijao, la Crostata ricotta e visciole, la Torta della nonna e la Zuppa inglese.

I due fratelli che hanno portato con entusiamo in via Alessandro Severo 222 la cucina romana stagionale “de na vorta”, non hanno dimenticato un’attenta selezione delle materie prime a filiera corta scelte tra fornitori fidati per realizzarla, e una scelta di vini biologici, biodinamici e naturali provenienti da piccole realtà artigianali che ben si sposano con i loro piatti dai caratteri forti.

Perchè scegliere Trecca? Perchè devesse com’era

 

Qualche info:

Trecca – Cucina di Mercato

Via Alessandro Severo 222 Roma

Tel 06 8865 0867

Chiuso la domenica

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