A Roma la cucina templare della monaca buddista Jeong Kwan

Mangiare non è solo nutrirsi ma è un modo per riflettere sull’origine del cibo e di essere grati per la natura e le persone che ci donano i prodotti della terra.

 La schef monaca buddista della Corea del Sud, Jeong Kwan, protagonista della terza stagione televisiva ‘Chef’s Table’ su Netflix, arriva per la prima volta a Roma con la sua cucina templare per far conoscere il legame tra la cucina coreana vegana e la filosofia buddista.

Ven.Jeongkwan_Cultural Corps of Korean Buddhism (10).jpg

Ospite dell’Istituto Culturale Coreano dal 22 al 25 maggio prossimi, quella che è considerata tra i migliori chef vegani e zen al mondo, mostrerà con semplicità ed eleganza, i suoi gesti lenti e accurati per spiegarci il modo in cui lei conserva gli ingredienti, li cuoce e li fa degustare. Infatti è fondamentale, per i buddisti, il “Barugongyang”, ossia il modo meditativo di mangiare tipico dei luoghi monastici, il cui nome deriva dalle ciotole di legno denominate baru. Mangiare, per la chef monaca, non è solo nutrirsi ma è un modo per riflettere sull’origine del cibo e di essere grati per la natura e le persone che ci donano i prodotti della terra.

Jeong Kwanche, che vive nell’eremo di Chunjinam immerso in un parco naturale, segue i ritmi delle giornate e delle stagioni e porta così avanti la millenaria cultura culinaria dei templi buddhisti in Corea e i dettami della cucina contadina e tradizionale. Si definisce un’esecutrice e non una chef e la sua cucina templare si basa in primis sul cibo che si consumava con i monaci più anziani la prima volta che si entrava al tempio, poi, sui prodotti che reperisce con le proprie mani e, infine,sui cibi più consumati e ricordati dalle persone al di fuori del tempio.

 

Cucinare è un atto di nuova creazione che si svolge secondo la propria energia e capacità, è il creare qualcosa dal nulla. Il cibo, una volta mangiato ed entrato al mio interno perde la sua forma ma ne ritrova un’altra. Durante questo momento se tutti danno il proprio meglio e cercano di svuotare la propria anima riescono a creare un collegamento fra loro e riescono a dialogare”.

Gli appuntamenti:

l’Istituto Culturale Coreano ha programmato il “Temple Stay”, una serie di appuntamenti rivolti al pubblico. Il primo incontro, dal nome ‘Temple Food’,è previsto per mercoledì 22 maggio dalle 18.30 alle 20.30 (prenotazione obbligatorio scrivendo a info@culturacorea.it) presso l’aula di Cucina dell’Istituto Culturale Coreano in via Nomentana 12 a Roma, dove sarà possibile partecipare a una lezione speciale di cucina dei templi buddisti. Prima delle lezioni di cucina, dalle 14 alle 18, si potrà prendere parte a dei piccoli laboratori artigianali (non necessita di prenotazione, fino ad esaurimento kit) per realizzare fiori di loto in carta, uno dei simboli più iconici del Buddismo, e stampe di incisioni di simboli e iscrizioni buddisti.

La Cerimonia Barugongyang è l’altro appuntamento fissato per venerdì 24 maggio dalle ore 12.00 alle ore 14.00(prenotazione obbligatoria scrivendo a info@culturacorea.it) al Grand Hotel Palace di Roma (via Vittorio Veneto 70). Jeong Kwan guiderà i partecipanti nell’esperienza del “Barugongyang”, il rituale sacro con cui si mangia con gratitudine nei templi buddisti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...