Birra di primavera, leggerezza e natura nel bicchiere

Birra io t’adoro sia che tu sia bionda, scura o rossa…sarà per via di quelle bollicine, che tanto mi piacciono, sarà per quella piacevole punta di amaro che caratterizza il tuo gusto o per quel mix tra leggerezza e basso contenuto di alcol , sarà perché sei sempre così spumeggiante e con te non mi annoi mai, sarà perche con te sono in buona compagnia…
E già, in buona compagnia di sei italiane su dieci appassionate di birra come me, con cui mi accomuna la moderazione (tanto da registrare, con 14 litri l’anno, i consumi procapite più bassi d’Europa), l’abbinamento con il cibo (il 70% dei consumi sono a pasto, il 13% come aperitivo, spesso rinforzato) e, soprattutto, il desiderio di mangiare sano.
Quante volte ho chiesto “una spina piccola, grazie!” e a quanto pare ho fatto bene: in un bicchiere di birra da 0,20 l ci sono tante proprietà e componenti che la rendono il formato ideale per noi donne che l’amiamo.

Stazione di Posta_Roma_ Birra io t'adoro_ AssoBirra_ Birra di primaveraStazione di Posta_Roma_ Birra io t'adoro_ AssoBirra_ Birra di primavera

Da oggi di motivi in più per berla (sempre in modo consapevole vi raccomando), ce li suggerisce AssoBirra che alla passione femminile per la birra ha dedicato la campagna e il blog “Birra, io t’adoro” (www.birraiotadoro.it) presentato da poco nel ristorante “Stazione di Posta” al Mattatoio di Roma dove lo chef Marco Martini (stella Michelin, nella foto a fine articolo) ha proposto una serie di piatti primaverili perfettamente godibili con questa bevanda che vedevano l’abbinamento fra birra e prodotti dell’orto come suggerisce l’ultima e più intrigante tendenza di un’alimentazione sana ed equilibrata. Perché la birra, come ci ha spiegato Filippo Terzaghi direttore di AssoBirra (nella foto qui in basso), nel suo accompagnare i sapori delicati senza sovrastarli, offre caratteristiche e profili particolarmente adatti all’abbinamento con il mondo vegetale, probabilmente migliori di quelli del vino.

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Ed è così che le birre più leggere e bionde ben si abbinano con ortaggi verdi, in modo particolare quelli in foglie, e con i crudi, mentre le più rotonde e morbide, magari rosse, sposano meglio cotture e salse, come risotti, minestre e vellutate. Le più dolci, infine, permettono di sperimentare possibilità inesplorate nel mondo della frutta.

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Nel caso di verdure crude, come insalate o pinzimonio, servite da sole o semplicemente condite da olio e sale o da una leggerissima vinaigrette, la scelta può cadere sulle birre Analcoliche (perfette anche con fagiolini e cavolfiori all’agro o con l’insalata caprese), o sulle più profumate Blanche. Nel caso in cui si comincino invece ad usare salse (ad esempio in insalate arricchite da maionese, formaggio fresco e frutta secca) si potrà optare per le Lager o le Pils più leggere.
Con le più diffuse Lager sono perfette anche le verdure cotte in tegame o al forno, ma anche con ortaggi estivi come melanzane, zucchine o peperoni (perché no, cotte assieme in una ratatouille) o una omelette alle erbe aromatiche.
Con carciofi, asparagi, spinaci e barbe di frate, allora il matrimonio d’amore va ricercato nel luppolo più accentuato e più amaro delle Pils, ottime anche per sgrassare i fritti, si tratti di verdure pastellate o di ortaggi fritti “al naturale”, o con una pasta al pesto o piatti con ortaggi saltati. Con sapori più decisi e profumati di una torta rustica come l’erbazzone o una pizza di scarola, la birra più indicata va cercata tra quelle di frumento, una Blanche che con la sua morbidezza di fondo riprende la base della pizza e una speziatura che completa i profumi del condimento.
Anche la frutta può essere abbinata con alcune Ale, soprattutto quelle dolci e scarsamente luppolate, che accompagnano bene crostate con marmellata o crema e frutta fresca. Senza contare che, passando dal bicchiere al piatto, la birra può anche essere utilizzata, proprio come il vino, per marinare, sfumare o mantecare gli ingredienti. L’accorgimento classico è utilizzarla per rendere più leggera e croccante la pastella. E per quante (il 55% delle italiane, tra cui io ) amano bere birra “nelle feste e nelle grigliate con gli amici”, basti sapere che la brace, di terra o di mare, chiama la struttura e il malto delle Bock, ideali sia con gli spiedini di carne mista che con il pesce, i crostacei e i molluschi alla griglia ( lei è perfetta anche con i risotti!).

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Birra io t’adoro non solo per la tua versatilità negli abbinamenti …ovviamente ci deve essere qualche cosa in più che me la fa amare! Qualche cosa che la rende particolarmente gradita alle signore…continuate a leggere e vi stupirete.
Lo sapete che 0,20 l di birra corrispondono a 68 kcal, un valore calorico modesto, meno di quelle contenute in un’analoga quantità di succo di frutta o in un calice di vino, bianco o rosso, da 0,125 l; non è vero che la birra gonfia, basta saperla versare correttamente per far sviluppare la schiuma che deve essere ben compatta ed alta più o meno due dita, così c’è meno anidride carbonica, e con la giusta quantità di bollicine la birra è più buona e meno gassata (ovviamente mai esagerare con le quantità e la pancia resterà piatta); è una bevanda naturale, senza conservanti o coloranti, preparata secondo una ricetta antica e semplice fondata su 4 ingredienti base, gli stessi del pane, acqua, cereali e lievito, e, in più, il luppolo, che le dà il caratteristico tono amarognolo; contiene molta acqua (in 0,20 l di birra ci sono 187 ml di acqua, il 93% del totale in volume) e la presenza di sali minerali la rendono così piacevole da bere quando si ha sete senza creare ritenzione idrica grazie al potassio che contiene (70 mg in 0,20 l);bevendo birra si hanno ossa più forti grazie al silicio (70 mg per 0,20 l di birra), ovvero circa il 20% della dose raccomandata giornaliera per ridurre il rischio di osteoporosi.

Stazione di Posta_Roma_ Birra io t'adoro_ AssoBirra_ Birra di primaveraCi aiuta a rallentare i processi di invecchiamento contenendo polifenoli dal prezioso potere antiossidante, come quelli presenti nella verdura, nella frutta o nel tè verde (in particolare lo xantumolo, contenuto nel luppolo usato per amaricare la birra, ha mostrato di avere interessanti proprietà anticancro che la ricerca scientifica sperimentale sta via via approfondendo). Inoltre, disciolti o sospesi nel bicchiere di birra ci sono malto, luppolo e lieviti fonte di aminoacidi liberi, sali minerali e vitamine (B1, B2, B6, B9, B12 e niacina) utili anche per la salute della pelle, delle unghie e dei capelli. Infine, la birra è, tra gli alcolici, quello che contiene meno alcol 0,20 l. di birra chiara di media gradazione (4,5% vol.) contengono il 40% in meno di alcol di un bicchiere di vino da 0,125 l., senza contare che da diversi anni sono disponibili anche versioni meno alcoliche e perfino birre analcoliche. Allora, alla luce di tutto ciò, faccio o non faccio bene ad amare la birra?

Birra io t’adoro e se poi ti abbino ai piatti di un grande chef ti sarò per sempre fedele (si fa per dire): dalle foto potete gustare nascita della carbonara, cornetto di amatriciana, fave e pecorino, tonno e pomodoro, capasanta prosciutto e piselli (un’anteprima che troverete prossimamanete in menu), carota zucchine e piselli, bonsai di biscotti fatti in casa.

Marco Martini- Stazione di Posta_Roma_ Birra io t'adoro_ AssoBirra_ Birra di primavera

Stazione di Posta_Roma_ Birra io t'adoro_ AssoBirra_ Birra di primavera_ bonsai di biscotti

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. miciapallina ha detto:

    E ancora, bello!
    Ben scritto, piacevole da leggere, interesante!
    Una vera professionista a cui guardare per imparare!

    1. ramonaincucina ha detto:

      Grazie, i complimenti fanno sempre piacere!

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