La loro filosofia è fatta di pane, pizza ,credenza e condivisione, espressa in un locale semplice e giovane ma ricco di sostanza ed energia come quella che li ha portati ad affrontare questa nuova avventura insieme, da soci , in un presente ed un futuro ricco di speranza e fiducia che ha il nome di “Pane e Tempesta” .
Loro sono Fabrizio Franco e Patrizio Ginobi ed in comune hanno un grande amore, quello per il pane, il lievito madre ed il loro mestiere, fatto anche di scelte etiche. Due percorsi diversi ma con comuni obiettivi.
Il primo è da sempre appassionato di cucina in tutte le sue declinazioni e dopo una serie di esperienze, prima nella ristorazione e poi nella pasticceria, dove per un lungo periodo è a fianco del grandissimo pasticcere valdostano Rolando Morandin e poi con Marco Rinella da Cristalli di Zucchero a Roma, riesce a “conquistare” il suo grande amore, la panificazione.
Ma il bisogno di evolversi è sempre dietro l’angolo per questo filosofo della lievitazione che ama i libri di Stefano Benni, forse perché, come lui, fa sogni duri a morire… anche se il vento soffia contro…
Solo tre anni fa apre con Paolo Caponi l’ormai famoso forno/pizzeria Farro Zero a Roma, dove per un anno lavora anche Patrizio, dal curriculum “più calmo”, ma ragazzo non meno bravo e appassionato, che dopo la sua vita spesa da impiegato di supermercato si mette a lavorare in un luogo più felice per lui, un panificio. Patrizio li rimane per otto lunghi anni, prima come fattorino (ma nel frattempo guardava, ascoltava, imparava) poi come panettiere apprendendo tutti i segreti del mestiere. Oramai sa tutto su impasti e lievitazioni, che rispetta e ama tanto da affermare che “la panificazione non è un mestiere, ma è pura arte bianca”.
Solo 6 tavolini con tovagliette di carta con al massimo 24 posti a sedere se si vuole rimanere a mangiare qui, niente camerieri a Monteverde in via Giovanni de Calvi 23/25, qui regnano semplicità e self service con orario non stop dalle 7.30 fino alle 21.30. I prezzi come detto sono contenuti sia per il pane che per la pizza e variano per il primo dai 4,20 euro al kg per quello di farro semi integrale fino ai 4,90 per quello con il kamut ( solo il farro con le noci arriva a 6 euro), per la pizza si parte dagli 8 euro di quella bianca fino ad arrivare alle farcite e alle vegane a 16/20 euro al kg.
Ma la storia di “Pane e tempesta” è carica di ulteriori sogni e speranze come quelle degli altri soci diciamo minoritari, perché “Pane e tempesta” , come avrete capito, è condivisione di tutto, di lavoro, di sapere e sapori, di impegno. Cominciamo con Marco Zappalà che da “ragazzo delle pizze a domicilio” con laurea in marketing, dopo la gavetta “in gestione” fatta da Farro Zero, ora gestisce la sala cercando di trasmettere ai clienti che entrano, tutta la passione che c’è dietro ai prodotti che creano con “l’obbiettivo principale di far percepire alla gente il locale come qualcosa di nuovo, di diverso, non una semplice pizzeria, ma un luogo dove si lavora per un concetto, dove l’impasto, la lievitazione e la pizza sono prodotti di culto, e il cibo viene rispettato per la sua importanza nella creazione del benessere”.
E poi c’è Omar, in arte Mullah Abdel Fattah, il panettiere-rapper che si divide tra l’amore per l’arte bianca e un piccolo gruppo rap. Per lui, affascinato da questo “mondo fantastico fatto di lievitazione, farine e mani che creano”, la storia inizia dopo aver lasciato il suo lavoro di magazziniere per un corso regionale gratuito di pizzeria e panificazione alla scuola alberghiera di Marino. Niente più soldi ma finalmente tanta passione. Sotto la guida della grandissima chef campionessa del mondo di pane artistico Maria Grazia Pisterzi ha mosso i primi passi, ha fatto la gavetta rasentando quasi lo sfruttamento, fino a che non è approdato nel porto sicuro di Farro Zero, dove ha imparato i codici di questo mestiere con Fabrizio al timone. La felicità per lui? Avere le “mani in pasta”…quando lo fa si sente un ragazzo fortunato.
Infine c’è lei, Gabriella Franco, diciamo che è di casa con Fabrizio e Patrizio, …magari non è una socia… ma sicuramente una dispensatrice di sorrisi e gentiliezze…che, per i clienti, sono sicuramente un valore aggiunto.
Come concludere? Io sono stata la loro prima cliente, e per farlo ho attraversato una Roma con il traffico natalizio il giorno dopo il primo morso dato ai loro lieviti…e in molti sanno che ho un ottimo palato.

