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A Spoleto LINEE riscrive la cucina umbra contemporanea

C’è una gran bella novità in quel di Spoleto, si chiama “LINEE ristorante grill Lounge bar” e riscrive la cucina umbra contemporanea con eleganza, gusto e apparente semplicità. Qui la materia prima, non scontata, è parte importante del risultato che ottiene con maestria la giovane executive chef Lavinia Grenga. La sua è una visione personale, radicale e profondamente contemporanea, costruita tra memoria mediterranea, materia prima e ossessione per l’essenziale senza togliere nulla all’eleganza del piatto e ai grandi sapori che vi si ritrovano. Ed è così che, nel cuore dell’Umbria, terra simbolo della norcineria e della cultura del maiale, Linee ha deciso di cambiare prospettiva, riuscendoci anche molto bene.

Il pesce occupa un ruolo centrale nel racconto gastronomico della chef che dall’Adriatico, ogni giorno, riceve una materia prima straordinaria, selezionata con attenzione e lavorata con rispetto assoluto. Nessuna costruzione inutile, nessun eccesso tecnico, solo equilibrio, salinità e valorizzazione dell’identità marina degli ingredienti.

Lavinia stravolgere ulteriormente le regole della tradizione locale scegliendo la pecora come protagonista del suo racconto gastronomico, dando nuova identità a preparazioni come le polpette di bollito di pecora e la pecora in fricassea con salsa verde, una proposta dall’inaspettata delicatezza di sapori. Piatti che recuperano una cultura pastorale antica e la trasformano in proposte contemporanee, eleganti ed identitarie. La pecora diventa così simbolo di una cucina che non rincorre stereotipi territoriali ma sceglie di raccontare il lato più autentico, rurale e dimenticato dell’Umbria.

Immerso nel verde del bel Circolo Tennis Spoleto dal 1971, LINEE è un luogo dove cucina, convivialità, sport e territorio convivono in modo naturale, tra campi da tennis, piscina, terrazza panoramica e una proposta gastronomica capace di parlare sia agli appassionati di cucina contemporanea, sia a chi cerca un luogo autentico dove vivere il tempo lento della tavola con proposte più tradizionali.

E’ la cucina di Lavinia Grenga a sorprendere

Il bagaglio di interessanti esperienze di Lavinia Grenga è il frutto di ciò che vuole essere ora nella piena libertà e maturità per esprimersi. Dopo il percorso romano nelle brigate di Pipero accanto a Luciano Monosilio, la Sicilia cambia profondamente il suo immaginario culinario affascinandola con il mito delle donne pescatrici delle Eolie, figure ancestrali, forti e silenziose, capaci di vivere il mare come destino quotidiano, e con la ruralità mediterranea della Trinacria.

 All’Hotel Signum di Salina, sotto la guida di Martina Caruso, entra in contatto con una cucina fatta di vento, mare, sottrazione e identità mediterranea, un incontro che le farà capire cosa vuole dalla sua cucina.   Dopo il periodo trascorso al Signum, il percorso prosegue in Sicilia approdando da Fattoria delle Torri a Modica insieme alla chef Francesca Barone. Questa esperienza le fa approfondire ulteriormente il rapporto con la ruralità mediterranea, il vegetale e la cucina identitaria del Sud Italia.

Prima del suo arrivo a Spoleto, Lavinia completa il proprio percorso al ristorante Mos di Stefano Zanini a Desenzano del Garda, esperienza che contribuisce a rafforzare il suo approccio rigoroso alla tecnica, all’equilibrio gustativo e alla valorizzazione essenziale della materia prima. Dalla somma di tutto ciò nasce LINEE.

Il pesce dell’Adriatico occupa un ruolo centrale nel racconto gastronomico della chef di LINEE, un approccio che prende ancora più forza grazie al dialogo continuo con produttori e professionisti del territorio, orientato alla ricerca della materia prima e alla valorizzazione del pesce attraverso una cucina essenziale ma profondamente contemporanea. Un dialogo che continua anche con i produttori locali Umbri che le permettono di compiere il gesto più forte nella sua visione di cucina Umbra, stravolgere le regole della tradizione locale scegliendo la pecora come protagonista del racconto gastronomico. L’attenzione alla materia prima di questa regione è quasi ossessiva. La chef lavora con allevamenti etici, animali allevati in libertà e piccoli produttori scelti personalmente. Per lei ogni ingrediente deve avere una ragione profonda per stare nel piatto, anche quello vegetale. Ed è così che ortaggi, erbe spontanee e fermentazioni diventano struttura narrativa della cucina di questa chef e non semplice accompagnamento.

Tra i piatti che raccontano meglio la filosofia gastronomica di Lavinia Grenga, quando è il tempo,  c’è la “parmigiana di cavoli”, nata dall’idea di reinterpretare un piatto popolare e profondamente identitario come la parmigiana di melanzane attraverso un importante lavoro sulle consistenze vegetali. Nel piatto convivono cavolo nero fritto, cavolo cappuccio lasciato marinare tutta la notte nel succo di limone e altre varietà di cavolo lavorate in modi differenti. Il tutto accompagnato da una salsa di pinoli e pepe. Un piatto nato anche pensando alla sorella vegetariana della chef e alla volontà di mantenere il mondo vegetale come elemento centrale e non marginale del menu.

La stessa sensibilità emerge nelle creste di gallo, un formato di pastarealizzato insieme a Lo Spago, laboratorio artigianale di pasta nei pressi di Perugia. Con il pesce locale di Ancona, seguendo sempre la sua stagionalità, Lavinia costruisce un piatto attraverso crema e croccante di sedano rapa, canocchie lasciate marinare nel succo di melograno e altre mantenute naturali per preservarne la delicatezza marina. Un piatto che esprime pienamente il suo immaginario gastronomico attraverso colori, consistenze e profondità gustativa. Molto interessante la linguina sempre firmata Lo Spago, che  racconta perfettamente il dialogo continuo tra mare e Umbria della cucina di LINEE. La pasta viene lavorata con un paté di uova di trota trattato come un paté di fegato di volatile, una preparazione intensa ma elegante, pensata per accompagnare il commensale verso il pesce d’acqua dolce locale, avvicinandolo con misura e sensibilità alla sapidità del mare e creando una linea sottile tra la cucina di lago, quella fluviale e l’Adriatico.

Lo Spiedino di lingua e pompelmo, l’Uovo fave e pecorino, gli Spaghettoni gamberi e nduja, gli Agretti all’arancia, e i suoi ottimi dolci come  la Tarte tatin alla mela caramellata con gelato home made alla nocciola, e la storica Crascionda spoletina che esegue alla perfezione con i tre strati ben visibili, sono altre proposte di un menu che stupisce e sorprende con una proposta che riesce a essere rigorosa ma emotiva, essenziale ma potente, con una voce personale ben riconoscibile di una chef che non rincorre le mode ma costruisce un’identità solida, fatta di relazioni, territorio, ricerca e libertà creativa.

Per l’estate questa creatività si esprime con dei nuovi piatti tra cui spiccano la Zucchina ripiena di Roveja accompagnata da una salsa di nocciole tostate e cedro, e il Fusillone Spago con salsa di peperoni e polvere di peperoni, con sopra una julienne di seppia con il suo nero.

LINEE e la sua mixology umbra contemporanea

A completare il racconto gastronomico di LINEE c’è la carta cocktail curata da Diego Santi di Hype Montefalco, figura di riferimento della mixology umbra contemporanea. Una collaborazione che rafforza ulteriormente la volontà del progetto di creare connessioni autentiche con produttori, artigiani, cuochi, bartender e valorizzatori del territorio.

Qualche info:

Viale dei Cappuccini 1, Spoleto
Tel. 0743 299249
Mail: prenotazionilinee@gmail.com
ristorantelinee@ramonaincucina

Circolo Tennis Spoleto

Tel. 3397941050
Mail: info@circolospoleto.it

Il ristorante è stato inserito tra le realtà candidate al Forchettiere Awards Umbria 2026 nella categoria Miglior Nuova Apertura


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